La risposta è sì, assolutamente. Anzi, l’accoppiata tra il calore naturale della legna e l’efficienza dei sistemi radianti rappresenta oggi una delle soluzioni più evolute per il comfort domestico.
Tuttavia, quando si progetta un impianto di questo tipo, la vera domanda non è solo “se si può fare”, ma come farlo in modo semplice, funzionale e senza tanti accessori. Inoltre, bisogna sfatare alcuni falsi miti in modo da potersi concentrare sulle cose importanti.
Il primo falso mito è l’incompatibilità di temperatura tra il termocamino e l’impianto a pavimento. Infatti, se è vero che le due temperature possono essere anche molto differenti è altrettanto vero che il miscelatore termostatico dell’impianto a pavimento provvede a garantire la temperatura di progetto qualunque sia quella fornita da termocamino.
In sostanza è come per la doccia: una volta regolato il miscelatore, l’acqua esce alla temperatura desiderata qualunque sia quella presente nello scaldabagno. A differenza della doccia però, il miscelatore dell’impianto a pavimento è termostatico e pertanto una volta regolato alla temperatura desiderata la mantiene costante nel tempo senza ulteriori regolazioni.
L’innovazione Vulcano: l’addio al puffer ingombrante
In un impianto tradizionale, per far dialogare legna e pavimento radiante, gli idraulici consigliano quasi sempre l’installazione di un puffer (un serbatoio di accumulo inerziale che può andare dai 500 ai 1000 litri). Una massa d’acqua così imponente non ha solo elementi positivi ma anche aspetti negativi che a volte rappresentano un ostacolo insormontabile.
Il primo è sicuramente l’ingombro che è davvero notevole. Poi c’è il costo, le dispersioni termiche, i maggiori consumi, le complicanze impiantistiche e tanti altri fattori. Ma la cosa più importante è rappresentata dal fatto che rallentano un sistema già lento di suo. Infatti, un impianto a pavimento ha tanti aspetti positivi ma ha bisogno di molto tempo per essere portato a regime e frapporre una massa d’acqua tra il termocamino e l’impianto lo fa aumentare ancora di più.
La soluzione Vulcano “Zero Bollitori”
Vulcano e l’innovazione “Zero Bollitori”: grazie alla particolare progettazione del corpo caldaia e alla generosa capacità d’acqua interna, i termocamini Vulcano fungono da volano termico naturale.
La massa refrattaria della base del termocamino, le pareti e la volta in vermiculite della sua camera di combustione, le superfici di scambio e i turbolatori, lavorando a temperature molto alte (oltre 400°) continuano a fornire calore all’acqua anche quando il fuoco si spegne e fino a quando le rispettive temperature si equiparano.
In questo modo le temperature si stabilizzano, l’autonomia aumenta, la fornitura di calore non subisce ritardi e il termocamino si può collegare direttamente all’impianto senza necessità di masse d’acqua aggiuntive.
Acqua calda sanitaria: il comfort non si ferma al riscaldamento
Uno dei timori di chi sceglie il riscaldamento a pavimento è la disponibilità di acqua calda per i bagni.
Con un sistema Vulcano, il problema non sussiste in quanto può essere acquistato in base alle specifiche necessità con uno, con due o con tre scambiatori interni.
In questo modo, mentre uno alimenta l’impianto a pavimento, un altro produce acqua calda in modo istantaneo e un altro ancora può separare gli impianti in presenza di altre caldaie. Gli scambiatori secondari Vulcano sono realizzati in rame con purezza 99% e pertanto perfettamente idonei a produrre acqua calda sanitaria.
Autonomia post-spegnimento: anche quando il fuoco si spegne, la massa d’acqua calda accumulata nel corpo del termocamino Vulcano e il suo particolare volano termico continuano a mantenere caldo il massetto del pavimento e a fornire acqua sanitaria per diverse ore.
Consigli per una corretta installazione
Per far sì che il tuo termocamino Vulcano e il pavimento radiante lavorino in perfetta sinfonia e tu possa godere a pieno delle loro potenzialità tieni amente questi tre punti:
- Dimensionamento della potenza: è fondamentale scegliere il modello corretto (Medi, Maxi o Super) in base ai metri quadri da riscaldare e all’isolamento della casa evitando sia modelli più piccoli che più grandi del necessario.
- È indispensabile alimentare il termocamino con legna secca (la sua umidità non dovrebbe superare il 20%). Quella più umida stenta a bruciare, produce meno calore, crea incombusti, sporca il vetro e la fascia tubiera, sporca la canna fumaria, costringe ad una maggiore manutenzione e la rende più difficoltosa.
- È indispensabile effettuare cariche proporzionate alla potenza del termocamino tenendo presente che in questo modo si mantengono puliti il vetro, la camera di combustione, la fascia tubiera e la canna fumaria. Cariche troppo piccole costringono ad una maggiore manutenzione e la rendono più difficoltosa.
Conclusione
L’abbinamento tra termocamino e riscaldamento a pavimento rappresenta la sintesi perfetta tra tradizione e innovazione. Con la tecnologia Vulcano, questa integrazione non è solo possibile, ma diventa estremamente efficiente, eliminando gli ingombri inutili e massimizzando il rendimento di ogni singolo ceppo di legna.
Scegliere Vulcano significa investire in un sistema progettato per durare, capace di riscaldare tutta la tua casa in modo naturale e di fornirti acqua calda sempre disponibile.
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